Ci siamo e ci risiamo.
Gonzo style, occhiale patinato
fiocchi di sabbia fra le righe
unte le guance, le labbra secche
la voce fila via.
M'affanno per correre davanti al televisore
laconico divenire,
seguo passo passo
ruote lenticolari che s'apprestano
ad un mesto non-più-ritorno.
Storie di doppia cittadinanza
e di giustizia pilatesca.
Pirati del mare,
a zonzo in un bicchiere d'acqua sporca:
ed io sotto acido, torso sbilenco,
che del caldo torrido
ho deciso di crepare.
Tuesday, 31 July 2007
Saturday, 14 July 2007
Le Tour
Il Tour è più reale del mio sangue contraffatto,
ora che m'annoio, in pomeriggi di tedio caldansioso,
l'orrore della guerra è quasi un simpatico bluff
d'innocenza scremata,
in sospeso ambita:
forse siamo tutti un po' dopati.
Colpiscimi sul coccige, insisto:
biascicherò schiavo nel mentre,
di codeina afflitto,
su un Mont Ventoux rapace d'anfetamine.
ora che m'annoio, in pomeriggi di tedio caldansioso,
l'orrore della guerra è quasi un simpatico bluff
d'innocenza scremata,
in sospeso ambita:
forse siamo tutti un po' dopati.
Colpiscimi sul coccige, insisto:
biascicherò schiavo nel mentre,
di codeina afflitto,
su un Mont Ventoux rapace d'anfetamine.
Wednesday, 11 July 2007
col Kaiser!
E parla.
Di' qualcosa, scimmione.
Quanto mi stavi sul cazzo
quando sembri un cristo
e come godevo quando prendevi
schiaffoni qua e là.
Ma oggi, Kaiser Jan,
sei poco più di un fantasma informe
tornato alla sua anonimia
di figlio della DDR.
E ti sono vicino.
Di' qualcosa, scimmione.
Quanto mi stavi sul cazzo
quando sembri un cristo
e come godevo quando prendevi
schiaffoni qua e là.
Ma oggi, Kaiser Jan,
sei poco più di un fantasma informe
tornato alla sua anonimia
di figlio della DDR.
E ti sono vicino.
Non un blog
Non sono Beppe Grillo,
Luca Sofri,
Ivan Scalfarotto,
e neanche Piero Ricca,
ma no.
Raccolgo materia autoreferenziale,
chicchi di riso
per una dieta all'ingrasso
di un ego
che non trovo.
Luca Sofri,
Ivan Scalfarotto,
e neanche Piero Ricca,
ma no.
Raccolgo materia autoreferenziale,
chicchi di riso
per una dieta all'ingrasso
di un ego
che non trovo.
Tuesday, 3 July 2007
Torneremo grandi
Caotica disinformazione.
Drappelli d'omuncoli allo sbando,
oscurantismo di ritorno,
ciurme d'avventurieri da lungi assolti
nella loro funzione istituzionale.
Volevo cambiarmi il sangue,
non mi sentivo in forma,
quel giorno lì.
Ma torneremo grandi.
Drappelli d'omuncoli allo sbando,
oscurantismo di ritorno,
ciurme d'avventurieri da lungi assolti
nella loro funzione istituzionale.
Volevo cambiarmi il sangue,
non mi sentivo in forma,
quel giorno lì.
Ma torneremo grandi.
Thursday, 28 June 2007
Friday, 22 June 2007
sindacati deragliano
all'orlo della sera,
cuore in piscina,
fondale spento;
di premure inadatte
e rissose insegne
che l'animosa rivolta
ha già sbiadiato
ritornano i vecchi tempi andati:
lo sciupato glissando
è storia giovane.
cuore in piscina,
fondale spento;
di premure inadatte
e rissose insegne
che l'animosa rivolta
ha già sbiadiato
ritornano i vecchi tempi andati:
lo sciupato glissando
è storia giovane.
Wednesday, 30 May 2007
Mi rubi la mattina
No, non sta bene.
Ti cerco e mi ravvedo;
da poco riarso
l'uso comune che si riordina
l'atrio nevralgico
che mi riannoda.
Dove sei finito
Mio Signore,
ora che non ti cerco,
mi sembra di non averti
mai intravisto,
intimisto.
Ti cerco e mi ravvedo;
da poco riarso
l'uso comune che si riordina
l'atrio nevralgico
che mi riannoda.
Dove sei finito
Mio Signore,
ora che non ti cerco,
mi sembra di non averti
mai intravisto,
intimisto.
Monday, 28 May 2007
Pieno come un uovo
La differenza è nelle piccole cose,
cose piccole,
ròse.
Alla tv si affaccendano atleti
stanchi nella loro giovane anagrafe;
io mi ritraggo,
panciotto pieno,
rinasco stanco
ogni mio giorno.
cose piccole,
ròse.
Alla tv si affaccendano atleti
stanchi nella loro giovane anagrafe;
io mi ritraggo,
panciotto pieno,
rinasco stanco
ogni mio giorno.
E insomma, lo hai rifatto!!!
Sì, telefono muto, ancora.
Sempre, circolando in fumi già noti
che sbuffi, sapendo.
E insomma, sei sempre la solita stronza!
Schiava della tua vagina,
chioma non più vergine,
l'occhio vitreo di giovani richieste
e sai che ti dico? ho pena
dei tuoi amori tristi.
E sei nuova mesta nel tuo scaltro divenire.
Sempre, circolando in fumi già noti
che sbuffi, sapendo.
E insomma, sei sempre la solita stronza!
Schiava della tua vagina,
chioma non più vergine,
l'occhio vitreo di giovani richieste
e sai che ti dico? ho pena
dei tuoi amori tristi.
E sei nuova mesta nel tuo scaltro divenire.
Tuesday, 15 May 2007
Ciao, Ivan
Ci ritroveremo soli,
un giorno
a questionare di corse
mai partite,
idee che non avevamo
e che oggi sono necessità,
sguardi increduli
matrimoni falliti
in sogno, osteggiati
da madri che non conosco,
soli: mai più.
Tornerai, saremo qui
ad attenderti,
un po' più vecchi,
la solita stronza vita
e che vita.
un giorno
a questionare di corse
mai partite,
idee che non avevamo
e che oggi sono necessità,
sguardi increduli
matrimoni falliti
in sogno, osteggiati
da madri che non conosco,
soli: mai più.
Tornerai, saremo qui
ad attenderti,
un po' più vecchi,
la solita stronza vita
e che vita.
Saturday, 12 May 2007
Giro
Ruote già ferme
in partenza,
l'ultima ora dell'ipocondria
è già tesa.
E ritorno bambino
anni di piombo e brufoli,
pomerdiana noia
su note striminzite
ed Alpi distanti,
nessun affetto in vista,
heavy metal a tutto tondo,
che noia.
La corsa rosa,
l'attendo tutto l'anno
ed ora è qui.
in partenza,
l'ultima ora dell'ipocondria
è già tesa.
E ritorno bambino
anni di piombo e brufoli,
pomerdiana noia
su note striminzite
ed Alpi distanti,
nessun affetto in vista,
heavy metal a tutto tondo,
che noia.
La corsa rosa,
l'attendo tutto l'anno
ed ora è qui.
Introspezionato
Telefono muto,
noi rimarremo atoni,
inquieti.
Come dal mare insabbiati
reduci
sollazzo di gonadi
che la vita è carosello
di mammelle vitree
e sordide cicatrici.
Amandoti, ma a fatica
la tua voce è transitoria.
noi rimarremo atoni,
inquieti.
Come dal mare insabbiati
reduci
sollazzo di gonadi
che la vita è carosello
di mammelle vitree
e sordide cicatrici.
Amandoti, ma a fatica
la tua voce è transitoria.
Pascolare invidie, assumere sostentamenti
La luna storta,
emozionalità laddove cuore non più scalda,
orrore che tradisco
l'efferato alimentarmi di me e stop.
Cosa racconterò ai posteri,
l'odorosa sentenza,
l'immane semenza
di ghigni rifatti,
membra socchiuse, indicibili questioni
che non so,
ignava sciocca linda vagina sdentata.
Le ore
sono piccole, talvolta moribonde
in muffa blanda
quasi mai vive:
e m'ammortizzo in un cuscino sbavato
dell'ultimo malsonno.
emozionalità laddove cuore non più scalda,
orrore che tradisco
l'efferato alimentarmi di me e stop.
Cosa racconterò ai posteri,
l'odorosa sentenza,
l'immane semenza
di ghigni rifatti,
membra socchiuse, indicibili questioni
che non so,
ignava sciocca linda vagina sdentata.
Le ore
sono piccole, talvolta moribonde
in muffa blanda
quasi mai vive:
e m'ammortizzo in un cuscino sbavato
dell'ultimo malsonno.
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Friday, 11 May 2007
sudicio eretto
Esigo, esatto.
L'ora che non rammendo,
iniquo scrosciarmi addosso
Stelle non più vicine,
In cancro la stella del mattino
Alla sera siamo già sfiniti.
Dolore che non si possa udire.
L'ora che non rammendo,
iniquo scrosciarmi addosso
Stelle non più vicine,
In cancro la stella del mattino
Alla sera siamo già sfiniti.
Dolore che non si possa udire.
Saturday, 5 May 2007
Amore impossibile (non chiedermi)
Recuperare crediti emozionali,
quel che mi compete
della nuova ora è già spesso,
lorda la chioma del nuovo sentire
placido l'amore che mi chiedi, impossibile.
Di toro il cielo,
Congiunzioni astrali che non apprezzo,
quadrature meste in coordinate lattee
e pianeti che minacciano dissenteria affettiva.
Eppure lo so ci saremmo amati come altri, non noi,
altrove
altrotempo
chissà.
quel che mi compete
della nuova ora è già spesso,
lorda la chioma del nuovo sentire
placido l'amore che mi chiedi, impossibile.
Di toro il cielo,
Congiunzioni astrali che non apprezzo,
quadrature meste in coordinate lattee
e pianeti che minacciano dissenteria affettiva.
Eppure lo so ci saremmo amati come altri, non noi,
altrove
altrotempo
chissà.
Pizzicotto lieve
Rissoso sentire,
a malincuore
l'ultima estate
prima del lungo addio
sommesso, mi sperdo
assolute membra
in cerca di un mio non so.
Come prevenire
un cancro alle ossa
rieducata animazione
dell'aorta che sazio
molecole che imbavaglio
e carte astrali che disconosco.
Sono merda!
Le deiezioni salvifiche
m'importano meno che mai;
ora sono un po' più
lieve di prima.
Mi sveglio con un pizzicotto.
a malincuore
l'ultima estate
prima del lungo addio
sommesso, mi sperdo
assolute membra
in cerca di un mio non so.
Come prevenire
un cancro alle ossa
rieducata animazione
dell'aorta che sazio
molecole che imbavaglio
e carte astrali che disconosco.
Sono merda!
Le deiezioni salvifiche
m'importano meno che mai;
ora sono un po' più
lieve di prima.
Mi sveglio con un pizzicotto.
Saturday, 21 April 2007
Non ti vedo, non ti conosco (la nascita del Partito Democratico)
Democrazie in partenza
come all'ultima spiaggia
chè dopo tanti anni
la pietà s'è già scioccata
e riarmata di normalità,
casta blanda umanità.
Vagoni d'uomini privati
nell'orgoglio mesti
grondanti eiaculazioni rissose,
l'alba di un giorno
ancora incerto,
chiarore che non vedo.
Fratelli che con una carezza,
di Giuda ballerino il candore,
salutano il passato
e la Storia
di quando si era
Compagni
di vita e l'Idea,
ancor prima che uomini
per così dire liberi.
E di colpo la Storia non s'è fatta,
quei desideri insoluti,
la speranza nel futuro,
svaniti, implosi, diluiti
in un non so dove.
Piero, non raccontar bugie:
la tua Storia è agli sgoccioli
e con te e con noi,
l'Idea che ci aveva mosso
e spinto qui;
sconfitti dalla Storia
degli Altri,
sdentati e violati,
primi ed ultimi del secolo strano,
dove eravamo finiti
quando scrivevano gli anni a venire,
quegli Altri?
come all'ultima spiaggia
chè dopo tanti anni
la pietà s'è già scioccata
e riarmata di normalità,
casta blanda umanità.
Vagoni d'uomini privati
nell'orgoglio mesti
grondanti eiaculazioni rissose,
l'alba di un giorno
ancora incerto,
chiarore che non vedo.
Fratelli che con una carezza,
di Giuda ballerino il candore,
salutano il passato
e la Storia
di quando si era
Compagni
di vita e l'Idea,
ancor prima che uomini
per così dire liberi.
E di colpo la Storia non s'è fatta,
quei desideri insoluti,
la speranza nel futuro,
svaniti, implosi, diluiti
in un non so dove.
Piero, non raccontar bugie:
la tua Storia è agli sgoccioli
e con te e con noi,
l'Idea che ci aveva mosso
e spinto qui;
sconfitti dalla Storia
degli Altri,
sdentati e violati,
primi ed ultimi del secolo strano,
dove eravamo finiti
quando scrivevano gli anni a venire,
quegli Altri?
Friday, 20 April 2007
Sì, ho sonno
La notte, anche questa notte,
mi riempie la capa monda
di serie di numeri rimorti
ancora con voce soffice in appendice;
senza più gioire
mi stordisco
ed io non so più
sapere.
Dormire non posso,
ho tele da dipingere,
musiche da fermare,
parole che non scrivo
ma proverò a ricordare,
numeri che mi ingannano: bastardi.
Esplode quel che dovrebbe
rendermi pace, talvolta,
e non v'è dimora per questa estranea
inquietudine.
mi riempie la capa monda
di serie di numeri rimorti
ancora con voce soffice in appendice;
senza più gioire
mi stordisco
ed io non so più
sapere.
Dormire non posso,
ho tele da dipingere,
musiche da fermare,
parole che non scrivo
ma proverò a ricordare,
numeri che mi ingannano: bastardi.
Esplode quel che dovrebbe
rendermi pace, talvolta,
e non v'è dimora per questa estranea
inquietudine.
Apprezzo il silenzio
Ha prezzo, il silenzio.
Dolce curarmi di ferite
che non supporto più,
tedio meticoloso
che di lenta suppurazione
s'è da molli giorni e settimane in corsa
rappreso e ravvilito.
Come apprezzo, chi tace:
sempre mio,
solo mio,
l'ultimo question mark
che socchiude
all'assenza di significanti
per uomini antediluviani,
pagliacci neocontestatari
che hanno perso di vista
il calendario corrente.
E mi ritrovo più moderno dei moderni.
Dolce curarmi di ferite
che non supporto più,
tedio meticoloso
che di lenta suppurazione
s'è da molli giorni e settimane in corsa
rappreso e ravvilito.
Come apprezzo, chi tace:
sempre mio,
solo mio,
l'ultimo question mark
che socchiude
all'assenza di significanti
per uomini antediluviani,
pagliacci neocontestatari
che hanno perso di vista
il calendario corrente.
E mi ritrovo più moderno dei moderni.
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