Thursday, 18 October 2007

Scuole Primarie

Come pallide mosche sul miele,
cespi d’orchiti bizzarre
veneri ricolme di fiele
e stanchezza tarda a passare.

Scivolano via, cartelle
e sigle, foto smunte,
pax informali, genuflessioni argute
che della dolce vita ormai
il tempo è smarrito.

Come sciami di vecchi comunisti
a farsi la guerra lassù sui monti
il prete nemico o monaco ubbidiente
rudi impiccagioni che non saprei dire
riavvolgo: l’ore dolci della scelta.

E poi, e poi: succhi gastrici
d’eredità sbiadita, ruderi
insaccati cagionevoli istrici
vecchie guardie felloni.

Ciao, Walter con la W: sere
d’Africa sono un po’ più
preziose che mai.

Tuesday, 2 October 2007

Pasto vuoto

A cena col morto,
s'impietosisce il canto.
Remore del conto,
riarmo, seccato, l'orto.

Come cenare da soli
vuote stanze
fievoli emozioni
che morire sul nascere
più non possono.

Ho un cazzo che mi tira
e ventisei anni da buttare nel cesso.

Wednesday, 26 September 2007

Torno qui

Scrivere ho dimenticato,
guardarmi dal soffitto
come camminare a testa in su
sulle spalle ho un greppio di madido sudore,
alibi feroce
libagione afflitta.

Quasi alla fine del mio tempo
Mi scopro non più umano
nè uomo
volto ad un domani che già vecchio
è per me.

Thursday, 23 August 2007

lupo sarai che sbrana

Alle prime luci del giorno nuovo
umidità apparente
cala l'onta
del secco sbadiglio
su di me.

Abbaio fosse biologiche
destinazioni d'ossa
ormai in disuso
cristiche membra
dal residuo tasso, disinteresse.

Lupo, lupo sarai che sbrana
orrendi occhi
non più vedono.

Tuesday, 7 August 2007

Parlarmi addosso.

Cago, piscio, eiaculo nella mano destra.
Non ci sono fantasie
che non spengano al mattino
ogni chiara peste vestita.

Solo.
Solo tu sarai solo;
il tuo nome è anarchia.

Monday, 6 August 2007

Il mostro

Ah! Risate.
Ti stagli come un cane in rabbia
su ogni carne in movimento
blando divenire, smunto dell'ego
irrimediabilmente afflito,
osservi il mondo con occhio lineare,
e giri: giri in piroette nauseabonde
che ti perdono un po', ti riannullano.

E solo.
Solo tu sei, mostro dentro
in cuor tuo inavvicinabile
e paura: paura tu sei,
incidbile al cuore,
ogni cosa del mondo
è paura e pellaccia irta
pronta al pericolo,
sempre in difesa di sè,
conservativa autodafè.

Amore non conosci.

Tuesday, 31 July 2007

Ah! L'Equipe...

Ci siamo e ci risiamo.
Gonzo style, occhiale patinato
fiocchi di sabbia fra le righe
unte le guance, le labbra secche
la voce fila via.
M'affanno per correre davanti al televisore
laconico divenire,
seguo passo passo
ruote lenticolari che s'apprestano
ad un mesto non-più-ritorno.
Storie di doppia cittadinanza
e di giustizia pilatesca.
Pirati del mare,
a zonzo in un bicchiere d'acqua sporca:
ed io sotto acido, torso sbilenco,
che del caldo torrido
ho deciso di crepare.

Saturday, 14 July 2007

Le Tour

Il Tour è più reale del mio sangue contraffatto,
ora che m'annoio, in pomeriggi di tedio caldansioso,
l'orrore della guerra è quasi un simpatico bluff
d'innocenza scremata,
in sospeso ambita:
forse siamo tutti un po' dopati.

Colpiscimi sul coccige, insisto:
biascicherò schiavo nel mentre,
di codeina afflitto,
su un Mont Ventoux rapace d'anfetamine.

Wednesday, 11 July 2007

col Kaiser!

E parla.
Di' qualcosa, scimmione.
Quanto mi stavi sul cazzo
quando sembri un cristo
e come godevo quando prendevi
schiaffoni qua e là.

Ma oggi, Kaiser Jan,
sei poco più di un fantasma informe
tornato alla sua anonimia
di figlio della DDR.

E ti sono vicino.

Non un blog

Non sono Beppe Grillo,
Luca Sofri,
Ivan Scalfarotto,
e neanche Piero Ricca,
ma no.

Raccolgo materia autoreferenziale,
chicchi di riso
per una dieta all'ingrasso
di un ego
che non trovo.

Tuesday, 3 July 2007

Torneremo grandi

Caotica disinformazione.
Drappelli d'omuncoli allo sbando,
oscurantismo di ritorno,
ciurme d'avventurieri da lungi assolti
nella loro funzione istituzionale.

Volevo cambiarmi il sangue,
non mi sentivo in forma,
quel giorno lì.

Ma torneremo grandi.

Thursday, 28 June 2007

Il calcio non fa per me

Il calcio è un gioco,

tuttosommato

ed io sono un uomo triste.

Friday, 22 June 2007

sindacati deragliano

all'orlo della sera,
cuore in piscina,
fondale spento;
di premure inadatte
e rissose insegne
che l'animosa rivolta
ha già sbiadiato
ritornano i vecchi tempi andati:
lo sciupato glissando
è storia giovane.

Wednesday, 30 May 2007

Mi rubi la mattina

No, non sta bene.
Ti cerco e mi ravvedo;
da poco riarso
l'uso comune che si riordina
l'atrio nevralgico
che mi riannoda.
Dove sei finito
Mio Signore,
ora che non ti cerco,
mi sembra di non averti
mai intravisto,
intimisto.

Monday, 28 May 2007

Pieno come un uovo

La differenza è nelle piccole cose,
cose piccole,
ròse.
Alla tv si affaccendano atleti
stanchi nella loro giovane anagrafe;
io mi ritraggo,
panciotto pieno,
rinasco stanco
ogni mio giorno.

E insomma, lo hai rifatto!!!

Sì, telefono muto, ancora.
Sempre, circolando in fumi già noti
che sbuffi, sapendo.
E insomma, sei sempre la solita stronza!
Schiava della tua vagina,
chioma non più vergine,
l'occhio vitreo di giovani richieste
e sai che ti dico? ho pena
dei tuoi amori tristi.
E sei nuova mesta nel tuo scaltro divenire.

Tuesday, 15 May 2007

Ciao, Ivan

Ci ritroveremo soli,
un giorno
a questionare di corse
mai partite,
idee che non avevamo
e che oggi sono necessità,
sguardi increduli
matrimoni falliti
in sogno, osteggiati
da madri che non conosco,
soli: mai più.

Tornerai, saremo qui
ad attenderti,
un po' più vecchi,
la solita stronza vita
e che vita.

Saturday, 12 May 2007

Giro

Ruote già ferme
in partenza,
l'ultima ora dell'ipocondria
è già tesa.
E ritorno bambino
anni di piombo e brufoli,
pomerdiana noia
su note striminzite
ed Alpi distanti,
nessun affetto in vista,
heavy metal a tutto tondo,
che noia.

La corsa rosa,
l'attendo tutto l'anno
ed ora è qui.

Introspezionato

Telefono muto,
noi rimarremo atoni,
inquieti.
Come dal mare insabbiati
reduci
sollazzo di gonadi
che la vita è carosello
di mammelle vitree
e sordide cicatrici.

Amandoti, ma a fatica
la tua voce è transitoria.

Pascolare invidie, assumere sostentamenti

La luna storta,
emozionalità laddove cuore non più scalda,
orrore che tradisco
l'efferato alimentarmi di me e stop.
Cosa racconterò ai posteri,
l'odorosa sentenza,
l'immane semenza
di ghigni rifatti,
membra socchiuse, indicibili questioni
che non so,
ignava sciocca linda vagina sdentata.
Le ore
sono piccole, talvolta moribonde
in muffa blanda
quasi mai vive:
e m'ammortizzo in un cuscino sbavato
dell'ultimo malsonno.